Nicola Foglia - CITTADE Associazione Civica Battipaglia

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Nicola Foglia

LA RIGENERAZIONE URBANA: Occasione di sviluppo socio-economico e culturale.
L'obiettivo principale è quello di creare un'inversione di tendenza delle politiche di gestione del territorio degli ultimi 50 anni, da politiche di espansione edilizia a politiche che puntino al recupero del patrimonio edilizio esistente, alla valorizzazione dei centri storici, alla drastica riduzione del consumo di suolo ed alla riqualificazione delle periferie. Tutto ciò in attuazione a nuovi modelli di sviluppo sostenibile.
La parola d'ordine deve essere efficientamento urbanistico.
E’ necessario trasferire i concetti di compatibilità ambientale, ormai acquisiti per le nuove edificazioni, impiego di materiali edili eco-compatibili, ricorso a fonti energetiche rinnovabili, limitazione dell’inquinamento acustico, anche al patrimonio edilizio esistente: da singole unità immobiliari a interi edifici, quartieri e perfino città, rivolgendo lo sguardo soprattutto alle esigenze degli abitanti, così da ottenere case più umane, meno costose e più vivibili.
La rigenerazione urbana può costituire l'occasione per eliminare dalla nostra città l'assenza d'identità, la carenza di spazi pubblici, di attrezzature.
La riqualificazione del patrimonio immobiliare è una priorità per garantire ai cittadini la qualità e la sicurezza dell’abitare e per migliorare la qualità sociale e ambientale delle periferie degradate, oltre che una grande occasione per promuovere l’occupazione e l’impiego dell’imprenditoria locale.
La riqualificazione degli spazi pubblici ha un'influenza notevole sulla qualità della vita degli abitanti e sul loro senso di appartenenza ai luoghi e può contribuire a promuovere una maggiore coesione sociale. Gli interventi, oltre agli aspetti relativi alla casa, si devono porre l’obiettivo della riqualificazione delle infrastrutture urbanizzative e il trattamento delle tematiche sociali, economiche, ambientali.
In questo scenario la riconversione, valorizzazione ed alienazione del patrimonio immobiliare pubblico, oltre ad essere una straordinaria opportunità per l’abbattimento del debito e la razionalizzazione della spesa delle amministrazioni locali, rappresenta una grande occasione per sperimentare interventi di ridefinizione e rigenerazione dei centri urbani.
Interventi di "rammendo urbano, costruendo sul costruito" utilizzando le parole dell'arch. Renzo Piano.
Occorre, da parte di tutti, superare il tabù della demolizione e ricostruzione: i costi per rimettere a nuovo edifici non adeguati al rischio sismico sono più alti di una ricostruzione vera e propria.
Per garantire la possibilità d’interventi sostitutivi, demolendo e ricostruendo non necessariamente sullo stesso sedime, si deve superare l’approccio espropriativo, non sostenibile dalla Pubblica Amministrazione nelle operazioni di trasformazione urbana, affiancando ai principi perequativi quelli compensativi. Si può così caricare sugli operatori privati l’onere della realizzazione delle opere di urbanizzazione, permettendo al soggetto pubblico l’acquisizione dei suoli e/o di altre risorse, in cambio di diritti edificatori economicamente “equivalenti” da localizzare su aree appositamente preposte allo scopo o di immobili di proprietà degli enti locali.
Alla stessa compensazione urbanistica può essere ricondotta l’attribuzione di crediti edilizi agli operatori che realizzano interventi di miglioramento della qualità urbana e/o di riqualificazione ambientale, come ad esempio la bonifica di siti inquinati, la demolizione di manufatti dismessi e il potenziamento e/o l’ammodernamento delle infrastrutture, che potranno essere realizzate mediante interventi di project financing e gestite da società opportunamente costituite.
Occorre quindi, in sintesi, promuovere efficaci e concrete azioni atte a trasmettere un nuovo concetto di urbanistica non limitato al governo dell’esistente, ma in grado di far fronte all’emergenza sismica e idrogeologica, produrre un reale contenimento dei consumi energetici e ridare un significato civile e dignitoso alle nostre città.
Poiché primo destinatario della Rigenerazione Urbana Sostenibile è e deve essere il cittadino è un dovere di tutti noi renderlo consapevole dello stato della sicurezza dell’abitare e delle condizioni, anche patrimoniali, dell’immobile su cui ha investito e acceso lunghi mutui. Il cittadino consapevole deve perciò sapere che gli edifici non sono eterni, che la manutenzione deve essere finalizzata in primis alla sicurezza e al risparmio di risorse, che la qualità e la sicurezza degli spazi pubblici sono un diritto.
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